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MILU Movimento Italiano Lavoratori Uniti, una nuova forza apartitica e trasversale, nasce a Bologna il 23 gennaio 2013 dal desiderio del suo fondatore, Paolo Gottarelli, di riportare quanti più cittadini possibili in politica attiva.
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MILU MILU: come la vera democrazia dal basso viene censurata

MILU: come la vera democrazia dal basso viene censurata

12/06/2014Redazione MILU

COME LA VERA DEMOCRAZIA DAL BASSO VIENE CENSURATA

DAL GRANDE QUOTIDIANO LA REPUBBLICA

Bologna, 12 giugno 2014 - Ha del grottesco l’atto di censura che il quotidiano La Repubblica ha applicato oggi nei confronti del Movimento Italiano Lavoratori Uniti, una forza politica apartitica, popolare e libera, la cui missione è la tutela dei cittadini lavoratori.

E’ stato infatti impedito al Professor Paolo Gottarelli, presidente e fondatore del Movimento, di pubblicare, sull’edizione di Bologna, un messaggio pubblicitario (“avviso a pagamento”) di un evento previso per lunedì 16 giugno. La motivazione è una didascalia dell’annuncio contenente la dicitura: “Diciamo basta a uno Stato aguzzino, che non paga le imprese, che esige tasse da strozzino, che riduce i servizi, che sperpera denaro pubblico e che è divorato dalla mala burocrazia e dal malaffare”.

Nello specifico i legali della concessionaria Manzoni, interpellati dal commerciale di Bologna con il quale lo staff del Movimento era in contatto, hanno riferito che i termini “aguzzino” e “strozzino” non erano consentiti. A quel punto si è deciso modificare il testo nel seguente modo: "Diciamo basta a uno Stato che non paga le imprese e che esige tasse disumane", ma anche il termine “disumane” ha trovato esito negativo (“Togliamo ´disumane´: niente aggettivi rivolti allo Stato o che enfatizzino su quello che fa e non fa” scrive il legale). Curioso che in data 27 marzo 2014, sempre su La Repubblica edizione Bologna, il Movimento Italiano Lavoratori Uniti abbia pubblicizzato, senza nessuna critica, un messaggio contente la dicitura “disumano” in riferimento al fisco italiano (“Cancelliamo subito le ingiustizie di un fisco disumano”). Anche in questo caso l’intento era quello di pubblicizzare un evento che mettesse alla luce la grande difficoltà in cui gravano le imprese e i lavoratori di oggi.

Ecco che l’ultimo tentativo è stato quello di evitare l’utilizzo della parola Stato, proponendo la didascalia: “Diciamo basta allo strozzinaggio dell´Agenzia delle Entrate e al suo braccio armato Equitalia”. Anche in questo ultimo caso il messaggio è stato rifiutato.

E’ chiaro che a La Repubblica la voce di un Movimento che va contro la propaganda dello Stato non interessa” è il commento di Paolo Gottarelli, che ha deciso di scrivere alla direzione della testata un messaggio di sdegno: “Con questa censura voi uccidete due volte tutte quelle persone che Giancarlo Maria Bregantini, Vescovo di Campobasso-Bojano e Presidente della Commissione C.E.I. sui problemi sociali e del lavoro, e Giuseppe Bertolussi, il Direttore della CGA di Mestre, hanno definito omicidi fiscali e pertanto omicidi di Stato

 

Scarica il messaggio pubblicitario rifiutato.

 

 





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