Paolo Gottarelli
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MILU
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MILU Movimento Italiano Lavoratori Uniti, una nuova forza apartitica e trasversale, nasce a Bologna il 23 gennaio 2013 dal desiderio del suo fondatore, Paolo Gottarelli, di riportare quanti piĆ¹ cittadini possibili in politica attiva.
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MILU Proposte

Come e perché rimettere il lavoratore al centro

Il primissimo passo del Movimento Italiano Lavoratori Uniti dovrà essere quello di una giusta riforma del fisco con una drastica riduzione del costo del lavoro. Questo consentirà di immettere maggiore denaro nelle tasche dei lavoratori con una conseguente ripresa dell’economia e dei consumi.

Il secondo passo sarà quello di un cospicuo aumento degli stipendi che durante i primi dodici mesi sarà in parte (50%) deviato in un contributo di partecipazione, o se vogliamo di acquisto dei cittadini del debito pubblico in cambio di un certo numero di agevolazioni. La drastica riduzione del debito pubblico, con la conseguente considerevole riduzione dei relativi interessi, sommato alla contestuale ripresa dei consumi e della produzione, renderanno l’Italia il primo paese al mondo ad essersi auto-ristabilito.

In contestuale terza battuta le aliquote massime verranno abbassate al 25% seguendo però il principio altrettanto equo della “flat tax”, che riteniamo essere il migliore incentivo a lavorare di più ed ad assumere di più, senza per questo rimanerne penalizzati fiscalmente come avviene ora. Questo sarà il mezzo per abbattere l’evasione fiscale ponendo fine al ladrocinio legalizzato attuato nei confronti di tutti i redditi da lavoro.

Il quarto passo sarà poi quello di un concordato fiscale e mai più condoni che premiano i più furbi. Sigla della pace tra fisco e contribuenti per ricreare un punto di ripartenza da zero.

Il quinto è l’istituzione delle Agenzie delle Uscite sotto il controllo della Corte dei Conti o di altro ente sopra le parti. I cittadini devono sapere con esattezza come viene speso il frutto dei loro sacrifici lavorativi

Una volta sistemati i bilanci si metterà mano a tutte le altre indispensabili riforme, come ad esempio, la riforma dei poteri dello Stato per rendere veloce la legiferazione e l’attuazione delle leggi stesse.

Il settimo passo sarà l’eliminazione di un sistema di burocrazia creato appositamente per tenere in pugno le persone e lo sviluppo di nuove attività.

Poi si passerà alla creazione di nuove strutture ministeriali agili e snelle dove finalmente un Ministro competente nella materia si contornerà di esperti di settore per affrontare e risolvere i problemi senza dovere soggiacere all’ulteriore macchina burocratica che attualmente ingessa e limita l’attività del più esperto e motivato Ministro.

Il coordinamento di una più precisa ed incisiva azione a livello comunitario europeo servirà poi per pretendere maggiore uniformità di regole, di diritti e di doveri. L’Italia è ora totalmente in balia dei prepotenti potentati, Germania in testa, e ciò contrasta nettamente con la mission europeista che andrà ripensata e ridisciplinata. Siamo europeisti ma non vogliamo essere stritolati da una Europa e due velocità e dalle mire egemoniche di chicchessia.

L’Italia poi, col suo unico ed inestimabile patrimonio storico ed artistico, dovrà diventare, attraverso opportuni investimenti, il più grande museo all’aperto della Terra, e come tale non solo si autofinanzierà ma creerà posti di lavoro e utili finora impensabili.

Si penserà poi alla non difficile creazione di un nuovo modello socio sanitario e a come ridurre l’inquinamento ambientale attraverso quello che il Movimento definisce ”il ricatto virtuoso” dei cittadini nei confronti delle multinazionali. Non vada poi dimenticata l’indispensabile sistemazione idrogeologica del territorio che non può’ più essere assolutamente disattesa.